In Tenda sulla Via degli Dei

Percorrere la Via degli Dei d’estate con lo zaino e dormendo in tenda. Ti racconto la mia esperienza.

La Via degli Dei, da non confondersi con il Sentiero degli Dei della Costa Amalfitana, è un percorso collega Bologna e Firenze valicando l’Appennino e che ricalca in buona parte l’antica Via Flaminia Militare costruita dai Romani nel II secolo a.C. E’ una via relativamente breve (circa 130 Km), con un dislivello non proprio banale e ideale per mettersi alla prova portandosi tenda, materassino e sacco a pelo (oltre al resto) nello zaino. In questo articolo racconto la mia personle esperienza.

Sono partito da solo, il che non è un’ottima idea quando si pensa di viaggiare in tenda visto che questo significa non poter condividere il peso relativo con altre persone. Avevo comunque una tenda leggera, anzi, per la precisione una leggerissima tendamaca che parte per essere un’amaca, coperta, e può trasformasi in un bivy, un piccolo riparo da utilizzare a terra se non si hanno a disposizione degli alberi o dei pali a cui appendere l’amaca. E’ la DD SuperLight Jungle Hammock, che prima o poi recensirò su questo blog, che pesa circa 1,5 Kg.

Come materassino ho utilizzato il Trek700 Short di Decathlon puntando sul suo volume e peso ridotto (350 gr). E’ più corto di quelli tradizionali ma nel mio caso era sufficiente a coprirmi dal fondoschiena alla testa.

Sono partito ai primi di Agosto del 2018, in un periodo caldissimo in cui i telegiornali indicavano Bologna e Firenze come tra le 10 città più calde d’Italia. Ho quindi scelto di portarmi un sacco a pelo non particolarmente caldo optando per un Forclaz Trek 500 15° Light di Decathlon che risulta poco voluminoso e leggero (circa 700 gr).

Sono riuscito a far entrare tutto il necessario inclusivo di tenda, materassino e sacco a pelo in uno zaino di 60 litri senza dover appendere niente al di fuori. L’esigenza di portarmi dell’attrezzatura fotografica e powerbank per la ricarica ha portato il peso complessivo a circa 13 Kg, cibo e bevande escluse. Essendo comunque un carico notevole (e spero riusciate a fare meglio di me alleggerendolo il più possibile), ho adottato alcune strategie.

La prima è stata quella di svegliarsi presto la mattina e sfruttare il più possibile le ore più fresche per macinare quanti più chilometri possibile. Dalle 12.30 alle 14.30 circa mi sono sempre riposato stendendo l’amaca al fresco.

La seconda è stata quella di pianificare al meglio l’utilizzo e l’approvigionamento dell’acqua che purtroppo è scarsa lungo il percorso. Avevo la possibilità di caricare due litri e mezzo ma, considerando l’equivalenza tra litri e Kg, mi sono subito reso conto che sarebbe stato un aggravio insopportabile per le mie spalle. Ecco perchè ho incluso una mappa con le fonti che ho trovato lungo il mio percorso (alcune non sono presenti nella Guida alla Via degli Dei di Frignani che ho preso come riferimento).

Di seguito riporto le tappe, alcune note e soprattutto i punti in cui ho pernottato in tenda (amaca).

1° TAPPA – DA BOLOGNA A BRENTO

Consiglio di dormire a Bologna la sera prima in modo da poter partire presto la mattina. Si parte da Piazza Maggiore e si procede in piano fino ad arrivare al portico di San Luca che, su gradini in salita, arriva all’omonimo Santuario. Non arrivate troppo presto lì in cima se intendete visitarlo perchè il cancello apre solo alle 7.00.

Da li si scende nel Parco della Chiusa che costeggia il Reno e dopo un pò ci sidirige verso la Riserva Contrafforte Pliocenico. La variante che prevede salita al Monte Adone è impegnativa ma ne vale assolutamente la pena.

A Brento potete accamparvi al Circolo Monte Adone che mette a disposizione, in maniera del tutto gratuita, uno spazio erboso e con alberi per le tende e gli spogliatoi, sempre aperti, con doccia (fredda) nel retro. C’è anche un bar che osserva turni di apertura (informarsi per gli orari al 335 65 70 101) e dove sarebbe doveroso consumare qualcosa per ringraziare di tanta ospitalità. Dal prato si accede con una scaletta alla strada e ci si trova nelle immediate vicinanze della Vecchia Trattoria Monte Adone dove ho cenato splendidamente senza svenarmi.

2° TAPPA – DA BRENTO A MADONNA DEI FORNELLI

A Madonna dei Fornelli ci sono ben due possibilità. La prima è di piantare le tende dal B&B Romani; dai commenti generali, mi sembrano molto accoglienti ma non ho avuto modo di verificare di persona. La seconda, quella che ho scelto io, è di accamparsi nello spazio messo a disposizione dall’Albergo Poli: un bel prato, ampio e con un casottino con una toilet e una doccia con acqua calda e con possibilità di mettere l’amaca tra gli alberi. E’ gratuito e viene solo richiesto di fare una consumazione al loro bar. Ottimo anche il loro ristorante dove ho mangiato una fantastica tagliata.

3° TAPPA – DA MADONNA DEI FORNELLI A MONTE DI FO’

Sinceramente, la deviazione proposta al Passo della Futa per andare a vedere un tratto della Flaminia Militare sul Monte Poggione non vale la pena dello sforzo. A me non ha colpito in maniera particolare o, almeno, non più degli altri tratti che si percorrono prima nel bosco. A maggior ragione se poi si va a campeggiare da Il Sergente come ho fatto io (costo 10 euro). Quello è un camping super affollato d’estate di roulotte e casette con poco spazio a disposizione per chi campeggia e nessun albero per appendere un’amaca. E’ vero però che c’è una piccola piscina che potrebbe alleviare le fatiche (tante) della giornata e che i Servizi igenici sono decorosi. Per pranzo e cena c’è una doppia possibilità: al camping (provato – discreto ma inferiore ai precedenti) oppure al ristorante dell’Albergo subito accanto.

L’alternativa al camping il Sergente è il Camping della Futa, poco prima del passo della Futa e del Cimitero MIlitare Germanico ma non ho pareri diretti o indiretti da riportare al momento. Dovessi mai rifare la Via degli Dei in tenda credo che passerò di lì.

4° TAPPA – DA MONTE DI FO’ A SAN PIERO A SIEVE

Consiglio di fare la deviazione per Sant’Agata. Allungherete un pò ma avrete la possibilità di rifocillarvi al bel bar di questo paesino e di usufruire del piccolo market al suo interno che mi è sembrato ben rifornito.

Ripresa la strada, dopo pochi chilometri, si incontra sulla sinistra La Sosta degli Dei, un’area attrezzata che mi sarebbe piaciuto verificare ma che purtroppo apriva solo dal giorno dopo il mio passaggio.

A San Piero a Sieve per attendarsi non c’è scelta: Camping Village Mugello Verde. Per arrivarci occorre una deviazione che ci allontana dal paese di un chilometro e mezzo ma ne vale la pena: piscina, ristorante, Servizi al top, spazio abbondante per tende e amache, verde dappertutto… un posto veramente carino che, chiaramente, si fa pagare (una piazzola e una persona fanno 18 euro). Al ristorante interno si mangia bene pagando il giusto. La mattina si può uscire da un cancelletto (vengono fornite le chiavi) che da direttamente sulla Via degli Dei permettendo di raggiungere il centro se uno vuole visitare San Piero a Sieve e di recuperare la fatica della deviazione del giorno prima.

5° TAPPA – DA SAN PIERO A SIEVE A FIRENZE

Ho deciso di fare questa lunga tappa (più di 40 km incluse deviazioni!) invece di spezzarla, come suggerito dalla Guida di Frignani, in due. Il motivo è che non ho trovato campeggi o punti sosta comodi a circa metà del percorso. E’ una tappa dura anche per gli approvigionamenti di acqua e cibo, motivo per cui ho deciso di fare la deviazione all’Hotel Ristorante Dino a Olmo. Non mi hanno potuto servire il pranzo (il ristorante è aperto solo a cena e non il mercoledì) ma, gentilmente, mi hanno preparato un panino e mi hanno raccontato che è possibile mettersi d’accordo con un proprietario in zona per piantare le tende venendosi poi a fare la doccia e cenare da loro. Se non vi volete sfiancare (è stata veramente dura) provate a fargli uno squillo al 055 54 89 32 e fatevi consigliare.

Altra possibilità entrando in Fiesole è il Camping Village Panoramico Fiesole di cui però non ho notizie.

E se partite da soli, non abbiate paura: sicuramente incontrerete amici lungo il cammino!


"Non dimenticate che la terra si diletta a sentire i vostri piedi nudi e i venti desiderano intensamente giocare con i vostri capelli". (Kahlil Gibran)


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