Quali parametri considerare per le giacche da escursione?

No, non ti dico quale marca e modello comprare ma, se non sai la differenza tra idrorepellente e impermeabile, probabilmente non conosci quali elementi sono importanti per la scelta della tua giacca.

I parametri da considerare sono essenzialmente tre: resistenza all’acqua, traspirazione e resistenza al vento. Certamente a questi devono esserne aggiunti altri ( leggerezza e resistenza, chiusura stagna delle zip e dei polsini, presenza di un cappuccio, vestibilità,  .. ) di cui parleremo in futuro, ma queste sono le prime cose di cui tenere conto

Partiamo dalla resistenza all’acqua. Generalmente usiamo gli aggettivi “impermeabile” e “idrorepellente” come sinonimi, ma nell’escursionismo è sicuramente importante conoscerne la differenza.

Impermeabile (waterproof, in inglese) significa che il materiale, per caratteristiche proprie, è resistente alla penetrazione dell’acqua e al suo assorbimento. La cerata e il nylon, ad esempio, sono impermeabili e in grado di resistere alla pioggia battente per ore.

Idrorepellente (water repellent o water resistant, in inglese) indica un materiale che è stato trattato per facilitare lo scorrimento dell’acqua sulla sua superficie. Garantisce protezione e comfort dalla pioggia leggera, dalla nebbia e dalla neve ma non da ore di pioggia battente.

Questa diversa capacità di resistenza si misura in colonne d’acqua. Detta in soldoni (sono prove basate sulla norma ISO 811), si pone un cilindro di vetro di 10cm di diametro sopra un campione del materiale in esame e si aggiunge acqua fino a quando questo cede e lascia passare il liquido. Il numero di colonne è pari al numero di mm della colonna d’acqua che ha provocato il cedimento. Ad esempio, una membrana da 2000 mm indica che si bagna da parte a parte quando la colonna d’acqua raggiunge i 2 metri. Viene da se che maggiore è questo numero e maggiore è la capacità di resistenza all’acqua.

Questo ci permette di fare una prima distinzione. Un capo d’abbigliamento si definisce impermeabile nel momento in cui lascia passare l’acqua solo quando la colonna supera i 1300 mm; per un valore compreso tra i 400 e i 1300 mm il tessuto è detto idrorepellente. In pratica, una membrana con una colonna d’acqua pari a 5.000 mm assicura una minima resistenza all’acqua ed è consigliabile scegliere un capo con un valore di almeno 10.000-15.000 mm.

Quindi basta solo guardare questo numero per scegliere? Purtroppo no perchè, intanto, questi valori sono certificati dalle case stesse (quindi si autocertificano) e soprattutto perchè come accade spesso, ci sono altri elementi da valutare che vanno in direzione opposta.

Come ben sappiamo, sudando produciamo vapore acqueo che va espulso il più possibile se non vogliamo sentirci bagnati dentro invece che fuori. Anche qui c’è un indice che misura la capacità di “traspirazione” dei tessuti ed è il MVTR (Moisture Vapor Transfer Rate), ossia la quantità di vapore acqueo che attraversa un metro quadro di tessuto traspirante in 24 ore.  L’unità di misura è in g/m²/giorno. Maggiore il valore, più il tessuto sarà traspirante e confortevole. Valori di riferimento accettabili sono intorno a 15.000-20.000.

Un’altro modo di misurarlo è il RET (Resistance of Evaporation of a Textile): in questo caso valori compresi da 0 a 6 sono ottimi, da 6 a 13 sono buoni, fino a 20 accettabili, sopra 20 iniziamo ad avvertire la sensazione di bagnato dovuta al sudore. Un RET pari a 30 indica un capo che non permette la traspirazione.

Al di là dei numeri e delle misure è importante però capire come questo valore sia in controtendenza rispetto a quello della resistenza all’acqua: a una maggiore impermeabilità corrisponde, infatti, una minore traspirazione e viceversa. Intuitivamente, d’altronde, sappiamo che se mi metto una cerata o mi ricopro con del nylon mi proteggerò meglio dall’acqua ma, soprattutto se mi muovo, mi inzupperò di sudore perchè il vapore acqueo non passerà attraverso quei materiali. Se utilizzo, si fa per dire, una rete da pesca avrò un fantastica traspirazione ma una resistenza nulla alla pioggia.

Ecco il dilemma dell’escursionista: quanto devono essere traspiranti e impermeabili i miei capi?

La tecnologia in parte ci viene incontro. Ormai da anni esistono delle membrane costituite da una rete fittissima di pori che consentono il passaggio del vapore acqueo dall’interno limitando quello dell’acqua dall’esterno. Ad esempio, un pollice quadrato di membrana tipo Gore-Tex contiene 9 miliardi di pori ed ognuno di questi è 20.000 volte più piccolo di una goccia di pioggia limitandone l’ingresso. Ma è anche 700 volte più largo di una molecola d’acqua consentendo la fuoriuscita del vapore acqueo generato dal sudore.

Di membrane di questo tipo ne esistono chiaramente anche altre, ognuna con caratteristiche diverse, ma nessuna è la panacea di tutti i mali. Nell’acquisto di un capo tecnico, quindi, dobbiamo considerare il suo campo d’utilizzo. In un trekking leggero, dove non ci aspettiamo di sudare molto, preferiremo un capo più impermeabile; al contrario, in una camminata impegnativa e continuativa sceglieremo qualcosa di più traspirante aumentando così la comodità e il comfort del capo.

L’ultimo parametro importante è il grado di resistenza al vento (CFM) per misurare la capacità di limitare la dispersione del calore dal nostro corpo. D’altronde già sappiamo come il vento aumenti la percezione del freddo a parità di temperatura e umidità (wind chill factor). Minore questo valore, maggiore la protezione al vento; però, come nel caso dell’impermeabilità, incide sulla traspirabilità del tessuto (maggiore resistenza al vento, minore traspirabilità).

Non è facile barcamenarsi tra questi valori per una serie di motivi. Come già detto, sono autocertificazioni e inoltre non sempre sono valori resi resi noti (specialmente nel caso della traspirazione e ancor più della resistenza al vento). E’ importante comunque conoscerne l’esistenza per saper valutare i consigli dei rivenditori e le esperienze degli amici.


"Non dimenticate che la terra si diletta a sentire i vostri piedi nudi e i venti desiderano intensamente giocare con i vostri capelli". (Kahlil Gibran)


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