Verde brillante, quello che le piante sentono

4 AGO, 2017 in Articoli Libri di Agostino Anfossi

Verde brillante è un libro fondamentale sulla comprensione del mondo vegetale. Frutto della collaborazione di Stefano Mancuso e Alessandra Viola. Giornalista e divulgatrice scientifica, lei; Mancuso è scienziato di prestigio mondiale e autore di centinaia di articoli sulla neurobiologia vegetale tanto da essere indicato nel 2012 dal quotiiano La Repubblica come uno tra i 20 italiani destinati a cambiarci la vita.

E in effetti, questo libro aiuta a cambiare la usuale prospettiva, quella antropocentrica, che vede l’uomo come essere vivente più importante che esista: basterebbe solo pensare, per cominciare, che il regno vegetale rappresenta più del 99% della biomassa presente sulla Terra, lasciando a tutto cio che resta e che definiamo “vivente” (animali e esseri umani compresi) meno di un punto percentuale.

Ma poi, cosa vuol dire “importante”? Le piante ci forniscono l’ossigeno a noi indispensabile e sono all’origine della catena alimentare e persino dei combustibili fossili (carbone, idrocarburi, gas,..) accumulati, nel corso delle ere geologiche, attraverso il processo della fotosintesi agendo, come affermava un botanico russo tra l’800 e il ‘900, come “anello di congiunzione tra la Terra e il Sole”. Senza poi parlare dei loro rinomati effetti rilassanti e farmacologici.

Il libro entra, però, anche in alcuni aspetti più sottili addentrandosi a spiegare come, a loro modo, le piante siano dotate di tutti i sensi. Sono, infatti, in grado di percepire odori e perfino di emetterli e di utilizzarli come parole di un loro linguaggio che utilizzano, ad esempio, con i loro insetti impollinatori. Possono “gustare” sondando il terreno alla ricerca di nutrienti importanti e percepire stimoli visivi riconoscendo la quantità e qualità della luce. Sono in grado di “tastare” e aggirare gli ostacoli e possono anche udire, cosa dimostrata anche da un esperimento durato diversi anni e condotto presso un viticoltore di Montalcino che ha visto le sue viti sottoposte ad un trattamento musicale arrivare prima a maturazione e produrre un’uva più ricca di sapore e polifenoli.

Altri spunti mi hanno definitivamente fatto innamorare di questo libro. In uno di questi vengono paragonate a Arpanet, la “Internet” ante-litteram, ideata e strutturata in modo ridondante (più di un percorso permette di congiungere due punti della rete) per consentire di permettere la comunicazione anche in caso di attacco a più nodi. Le piante, infatti, non hanno organi singoli specifici come negli umani e possono resistere (entro certi limiti ovviamente) alla predazione o amputazione ricostruendo la parte mancante.

L’altro capitolo da non perdere assolutamente è quello della riproduzione, affrontato in un’ottica di evoluzione dando una spiegazione ai raffinati meccanismi adottati per massimizzare le possibilità di successo, quegli stessi che abbiamo studiato meccanicamente a scuola meccanicamente senza che ci fosse fornito il contesto globale.

Infine si valuta l’intelligenza delle piante, tema già caro a Darwin, lasciando il lettore con un accenno sugli interessanti studi compiuti da scienziati anche italiani (si legga in proposito questo bell’articolo del National Geographic) che stanno pensando a una nuova generazione di robot basati proprio sulle capacità di monitoraggio e intelligenza che si trovano (udite, udite) nelle radici delle piante.

 

Siamo ancora sicuri che “vegetare”, “essere un vegetale” esprima una condizione ridotta di vita?

 

Senza di loro, la vita dell’uomo non durerebbe più di qualche mese; loro invece potrebbero, senza di noi, nel giro di pochi anni riprendere possesso di tutto il territorio e cancellare quasi ogni traccia di noi nel giro di qualche secolo.

In quest’estate 2017, in cui sembra quasi incredibile che ci siano dei miserabili furfanti che per una questione di appalti, di spicci per l’opera da volontario di pompiere (solo pochi accertati, per fortuna, non va criticata l’opera di tantissimi meritevoli) o di vendette nel mondo del racket della prostituzione (come pare emergere dalla distruzione della pineta di castelfusano), questo libro commuove e rende ancora più coscienti degli scempi che sono stati perpetrati a loro (e nostro!) danno.

Se volete approfondire questi argomenti ascoltando direttamente l’autore, su YouTube trovate molti video, tra cui questo

 


"Non dimenticate che la terra si diletta a sentire i vostri piedi nudi e i venti desiderano intensamente giocare con i vostri capelli". (Kahlil Gibran)


Commenti

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Carlo Sbarra
Carlo Sbarra

Un libro che ho letto anch’io…. lo consiglio assolutamente

Francesco
Francesco

Assolutamente da leggere, illuminante o come dice il titolo brillante, e un libro che mi piace regalare a chi sente come noi il valore e l’importanza della natura 🌿